Deathnote Wiki
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«E tra un po'... vedrai... che sarò il Dio di Un Nuovo Mondo.» (Capitolo 1, Noia)

Light Yagami (夜神月, Yagami Raito) è il protagonista principale della serie Death Note. Dopo aver scoperto il Death Note decide di usarlo per liberare il mondo dai criminali. Le sue uccisioni infine verrano identificate delle gente del Giappone come le azioni di «Kira».


Aspetto[]

Light ha i capelli e gli occhi castani. Tende a vestire elegantemente, in generale porta l'uniforme scolastica o un vestito. E' considerato molto bello, un tratto notato tra gli altri sia da Misa Amane che Kiyomi Takada.

Carattere[]

Light è descritto come un uomo giovane e brillante, ma annoiato dal mondo che lo circonda. Crede che il mondo sia uno «schifo» e quindi usa il Death Note per liberare il mondo dal male. Il suo scopo principale è di creare un mondo nuovo dove vivano solo persone buone e oneste. Intende divenire, come dice lui stesso, «il Dio di Un Nuovo Mondo».

Con l'utilizzo del Death Note, Light presto comincia a diventare di natura crudele e malevola. Perde la capacità di provare amore, compatimento e misericordia. Pensa che egli sia il salvatore legittimo dell'umanità ed di essere al servizio della giustizia. Egli non avrebbe nessun problema nell' uccidere la sua famiglia se fosse necessario .

Non dimentichiamoci una cosa importantissima: ogni volta che vede un pacchetto di patatine ha l'impulso irrefrenabile di prendersi una patatina... e mangiarsela!

Storia[]

Light Yagami è lo stereotipo del ragazzo modello: bello, intelligente, affascinante, simpatico, modesto, famiglia perfetta, fortunato, entusiasta, amorevole, talentuoso, empatico, sicuro di sè, elegante, poliedrico, obbiettivo, atletico, comprensivo, persuasivo, gentiluomo, autocritico ,sognatore, ammirevole, rispettoso e premuroso ma annoiato dal suo stile di vita. Un giorno trova il Death Note, fatto cadere sulla Terra dallo shinigami Ryuk, e decide di usarlo per ripulire il mondo da criminali con l'obiettivo utopico di purificare il mondo e diventarne il Dio di un nuovo mondo. Da questo momento si trasforma in un vero e proprio assassino chiamato col nome di Kira (in giapponese significa killer). Light troverà sulla sua strada quello che diventerà il suo più ostico nemico: Elle, un detective dotato di grandissime capacità deduttive.

Elle lavorerà col padre di Light, il tenente Soichiro Yagami cominciando a nutrire sospetti verso il figlio. In futuro chiederà proprio a Light di lavorare insieme mostrando le sue grandi doti investigative.

Dopo essere riuscito a sconfiggere ed uccidere Elle, Light ne prenderà il posto per poter pilotare le indagini su Kira, ma s'imbatterà, cinque anni dopo, nei due successori di Elle: Mello e Near, due ragazzi geniali ma rivali. Sarà proprio Near, grazie anche all'aiuto inaspettato dell'ormai defunto Mello, che riuscirà a smascherarlo. Sconfitto, Light impazzirà e, ridotto già in fin di vita dai colpi di pistola ricevuti da Matsuda, sarà infine ucciso da Ryuk, il quale scriverà il suo nome sul suo quaderno. Nel manga, a differenza dell'anime, Light vede Ryuk scrivere il suo nome sul Death Note, e questo rende la sua morte molto più umiliante e dolorosa rispetto alla versione animata. Nell'anime Light, nonostante le ferite, riuscirà a scappare grazie al suicidio di Mikami e morirà in modo sereno sulle scale di un magazzino abbandonato, vedendo lo spirito di Elle prima di chiudere gli occhi in modo speculare a come il detective aveva visto Kira prima di morire.

Nei cinque anni tra la morte di Elle e la sua, Light riuscirà a guadagnarsi molti sostenitori fra la gente comune, sotto la maschera di Kira, e il mondo sembrerà andare verso la direzione da lui desiderata, con un conseguente calo della criminalità, che però riaffiorerà una volta sparito Kira, facendo soddisfare gli ex membri della squadra d'investigazione giapponese che il mondo era ritornato come era prima (anche se nel manga Near ha creduto che se vincesse Kira o Near, il mondo non ritornerà come era prima), lasciando credere che le persone che Kira si sta prendendo una pausa.

Dopo la sua morte, Light resuscita nel mondo degli Shinigami sotto forma di uno Shinigami chiamato Chuk; e appare solo nell'OAV Rewrewrite: Visualition of a God.

Chak.

Personalità[]

Light Yagami appare a molti come il perfetto figlio diciassettenne, bello, intelligente, affascinante, simpatico, modesto, con famiglia perfetta, fortunato, entusiasta, amorevole, talentuoso, empatico, sicuro di sé, elegante, rispettoso e premuroso, che tutti i genitori vorrebbero avere. È dotato di grandissimo intuito e capacità di memorizzazione, e riesce sempre a prevedere le mosse di tutti coloro che gli sono accanto elaborando in breve tempo delle contromosse che lo portano ad avere sempre la situazione sotto controllo. Le sue grandi doti mentali gli consentono di essere uno studente modello capace di conseguire il massimo dei voti in tutte le materie nel test d'ingresso per l'università.

Nel suo piano non incontra ostacoli fino a quando il grande detective Elle decide di occuparsi del caso, dando inizio ad una vera e propria battaglia personale tra due personalità dotate di capacità eccezionali ed abituate ad avere sempre la meglio. Elle, e successivamente Near e Mello, sono gli unici in grado di competere con Light, ma Light riconosce nel primo il maggiore ostacolo per il suo piano.

Light, oltre ad essere molto intelligente, è anche un ragazzo molto affascinante e, consapevole del fascino che esercita su molte ragazze, non esita a «giocare» con le vite delle sue spasimanti Misa Amane e Kiyomi Takada solo per raggiungere i suoi scopi. Afferma anche che, se dovesse rivelarsi necessario, ucciderebbe anche la propria famiglia. Da notare anche come, alla morte del padre, rimanga sconvolto più dal fatto che questi non abbia ucciso Mello, piuttosto che dalla perdita del genitore. Tuttavia, in un momento in cui era possibile, oltre che utile, non avrebbe avuto ripensamenti nell'uccidere la propria sorella, Sayu, in modo di evitare che Mello entrasse in possesso del Death Note, ma ha scelto di non farlo, per quanto ne sia fortemente tentato.

Light intimorito dal Death Note

È fermamente convinto di usare il Death Note per uno scopo nobile, quello di ripulire il mondo dai malvagi, ma quando si sente minacciato elimina senza pietà chiunque voglia fermare Kira, si tratti di criminali o di gente onesta. In realtà l'uso del quaderno e la necessità di dover continuamente ricorrere all'astuzia per sfuggire all'arresto lo hanno gradualmente corrotto, privandolo di ogni scrupolo e inibizione che poteva avere prima di trovare il quaderno. Da notare come nel periodo in cui rinuncia al quaderno e perde ogni ricordo relativo ad esso, torni ad inorridire al pensiero delle azioni di Kira e all'idea di doversi servire di qualcuno per i propri scopi.

Infine, nell'ultimo capitolo che lo vede in vita, Light dimostra un apparente principio di pazzia, quando è costretto a rivelare la sua identità segreta (quella di Kira) ai suoi collaboratori giapponesi, ai membri dell'SPK e a Near. La sua risata nervosa è maniacale, mentre nelle sue parole dimostra come ormai il sentimento di onnipotenza ha preso le redini della sua mente:

«Proprio così. Io sono Kira. E con questo? Vuoi uccidermi? Ascolta... essere Kira fa di me... il Dio di un nuovo mondo. Devi capire che adesso è Kira a rappresentare la legge, ed è solo lui che può mantenere l'ordine. Ormai incarno la giustizia e le speranze di tutta l'umanità; vuoi uccidermi? Sei sicuro che sia la cosa migliore? Nei sei anni trascorsi dall'avvento di Kira, sono scomparse le guerre, e il numero dei criminali è diminuito del settanta per cento. Tuttavia nel mondo continua a esserci ancora del marcio. C'è ancora troppa gente corrotta. E qualcuno doveva pure eliminarla! Appena ho preso in mano il quaderno, ho pensato che sarei stato l'unico ad averne la possibilità, o meglio, che soltanto io ne sarei stato capace. Sono consapevole del fatto che uccidere sia un crimine... ma era l'unico modo di redimere il mondo! Dovevo... dovevo adempire alla mia missione! Solo io potevo riuscirci. Chi altri poteva farlo? Chi altri poteva arrivare a questo punto? Chi altri poteva continuare la mia opera? Solo io... Io sono l'unico che può costruire un nuovo mondo... soltanto io.»

Questo è ciò che Light dice a Near, a proposito della sua colpevolezza e del suo senso di giustizia. Nonostante la risposta di Near sia molto forte e cerchi di rinsavirlo, spiegandogli che è sbagliato usare la costrizione per insegnare agli altri come comportarsi, per di più "uccidendo a destra e a manca" e comportandosi come "uno psicopatico che si illude di diventare un Dio", Light sembra non ascoltarlo, e pensa solo ad un altro tentativo di salvarsi dopo quello che è successo.

Light soffre del Complesso del Messia, un disturbo visionario che lascia intendere alla persone di perseguire in terra uno scopo superiore prefissato da volontà divine, uno scopo superiore all'uomo. Si sentiva infatti alla guida di una crociata contro il male, impersonificato nella sua ideologia, o meglio nella sua mente e in quella di tutti i suoi seguaci.

Concept e design del personaggio[]

Il nome giapponese di Light, Raito, si scrive con l'ideogramma di «luna» (月, tsuki), ma viene esplicitamente inserita la pronuncia «Raito». Nell'opera originale, quindi, è voluto che il nome sia pronunciato «Raito» invece di «tsuki», in modo che, traslitterandolo in caratteri latini, cioè «Light» («luce» in inglese), esso richiami il concetto originario. I kanji del cognome, invece, sono quelli di «notte» (夜, yoru) e «dio» (神, kami). La sceneggiatrice del manga Tsugumi Ohba in un'intervista pubblicata sul volume 13 ha dichiarato di aver scelto il kanji del nome dopo aver letto che l'ideogramma giapponese per luna può essere letto anche "Light" e che il cognome Yagami è stato scelto dal suo redattore in una rosa di proposte della stessa Ohba.

L'illustratore di Death Note, Takeshi Obata, ha dichiarato che il concept di base per Light era quello di «uno studente modello, un genio brillante e penetrante». L'unica difficoltà nel disegnare il personaggio è stato nel pagina trentacinque, quando il ragazzo perde la memoria, cosa che ha obbligato il disegnatore a togliere tutta la ferocia che Light aveva acquisito nel frattempo.

Citazioni[]

  • «Per vincere, bisogna attaccare!» (Capitolo 21:Intuizione)
  • «Ryuk... non mi è mai passato per la testa che per me sia stata una disgrazia raccogliere quel quaderno.» (Capitolo 22: Disgrazia)
  • «È la prima volta che provo davvero l'impulso di picchiare una donna.» (Capitolo 31: Facile)
  • «È tutto come previsto.» (Capitolo 53: Grida)
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